INTERVISTA ALL’AVVOCATO ALFREDO SGUANCI.
Intervista della serie “Interviste Faccia a Faccia” fatta all’ Avvocato Alfredo Sguanci.
INTERVISTA N. 8 AD ALFREDO SGUANCI
1) Lei è uno dei più noti ed affermati professionisti sorrentini, è stato Direttore Generale del Comune di Sorrento quindi ha un osservatorio locale molto ampio. Le domandiamo: perché nella città di Sorrento la classe politica è totalmente “statica” e rifugge dal “nuovo” anche se il “vecchio” ha creato problemi. A Sorrento – ormai da tempo – la politica ha perduto la funzione che, a ragione, ne avevano sancito il primato: la politica intesa come miglior espressione del contempe-ramento degli interessi diffusi. L’amministrazione della città – intesa nel significato più limitativo del termine – oggi è ritenuta il fine e la politica – quella, peraltro, solo delle roboanti parole – lo strumento. Non è, né deve essere così. Se primaria funzione della politica è contemperare i diffusi interessi la politica non può non essere il fine. L’equivoco è proprio questo. In buona sostanza, in città la politica (quella che dovrebbe contemperare i diffusi interessi) è utilizzata come strumento per raggiungere il fine di amministrare che non sempre consegue i diffusi interessi, anzi, spesso, è causa non solo di cattiva amministra-zione ma anche di ingiustizia sociale. Questa tribale concezione della politica e della amministrazione provoca una “stiti-chezza” di pensiero nei politici e quella staticità, funzionale, solo ed esclusivamente, all’amministrazione intesa come la forma più degenerativa del potere.
2) Ci faccia un breve identikit sulle “qualità professionali, personali ed umane” che dovrà avere il primo Sindaco sorrentino del terzo millennio, quello che sarà eletto nel 2010. Un buon politico o buon amministratore deve prima di ogni altra cosa avere un profilo, percepibile dai cittadini, di umanità. Sì, deve essere “Un comune amico” che sappia, però, ed a ragione dialogare con i cittadini e la città con profonda conoscenza dei problemi e delle possibilità di sviluppo.
3) Crisi, turismo in calo, mancanza di regole, problemi vari assillano Sorrento. Ci dica “le prime tre cose” che un verace sorrentino come Lei vorrebbe attuare nei prossimi cinque anni. 1) La tutela e la protezione del territorio, non solo per un migliore sviluppo economico, ma, anche, per preservarne l’ineguagliabile bellezza e consentire la gioia della sua vivibilità con l’eliminazione di qualsiasi forma di inquinamento ambientale (marino, acustico, atmosferico, elettromagnetico); 2) la predisposizione di un piano comunale di sviluppo delle necessità della Città; 3) la conservazione delle arti e dei mestieri della tradizione, della cultura dell’im-prenditoria piccola e media, dell’immagine di una città a dimensione umana restano migliore promozione, anche turistica, della città.
4) Nel DPL vi è “aria quiete” a quanto si legge dai giornali. Le come valuta il PDL sorrentino e come valuta il PD? Le liste civiche avranno un ruolo? Il PDL sorrentino è la prima “forza politica” della Città. Il PD, in questo momento, in città ha il limite dell’anonimato. Le liste civiche per le prossime elezioni avranno ancora una volta, quindi, un ruolo decisivo per la programmazione politica ed amministrativa. Se le liste civiche saranno verace espressione della cultura e politica della comunità locale meglio così.
5) La Sorrento del futuro lei come la vede? L’economia sorrentina vacilla. Dall’alto della sua nota esperienza e trasparenza, nonché dal suo modo di essere “diretto”, ci dica come sarà possibile uscire dal tunnel della crisi turistica e dalla mancanza di “vivibilità” che è sotto gli occhi di tutti. Lei cosa farebbe? Sorrento è la mia città. Continuo a sentirla più che vederla come la città più bella del mondo. Quest’anno le difficoltà delle attività turistiche certamente sono conseguenza della generale crisi economica. Pur non avendo competenza di economia ritengo che le crisi economiche si ripropon-gono ogni volta che il flusso della ricchezza per una ragione o per l’altra si incaglia. Comunque, se la crisi economica è ragione di minori guadagni, conseguenza di minori ricavi a eguali costi, è auspicabile diminuire – con esclusione di alcuni (quelli da lavoro dipendente) – i costi ed aumentare i ricavi. La forbice che si creerebbe potrebbe consentire quei guadagni che possono deter-minare la ripresa del flusso della ricchezza. Prima di ogni altra cosa, però, naturalmente la salvaguardia del territorio e della sua vivibilità per consentire che l’offerta (turistica) resti competitiva.




















