Sorrento Nuova Associazione è un movimento di amici che, attraverso lo scambio di reciproche idee ed opinioni, è interessato a trasformare Sorrento in un paese più sano, più vivibile, più moderno. Vogliamo una Sorrento portatrice nel mondo di un'immagine positiva, un'autentica "Città del sorriso". I "valori" ai quali ci ispiriamo sono l'etica, la correttezza, la meritocrazia, la disponibilità all'ascolto. Chi ha a cuore le sorti della nostra bella città può liberamente partecipare contribuendo con idee e suggerimenti. Le principali regole dell'Associazione sono improntate anche ai valori della buona educazione e del sano rapporto fra le persone.
Il Presidente, Gaetano Mastellone.
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Questo Blog è dedicato solamente a coloro i quali, come noi, amano Sorrento senza interessi personali e mettono al centro i Cittadini e la Città. Sorrento deve ritornare a RI-splendere e RI-diventare la Terra del Sorriso, della Bellezza, della Qualità e della Cultura.


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UN DECALOGO PER IL “BUON ELETTORE”.

decalogo

Un codice etico per l’elettore

Se grande è la responsabilità di chi viene eletto ancor più grande è quella di chi elegge. Perché il primo dipende dal secondo.

 

Un mio amico pugliese mi ha inviato un’articolo tratto da un Blog (manfredonia.net) che descrive una sorta di “Codice Etico” per l’elettore. Da alcuni anni sostengo che oggi è necessario una radicale cambiamento del modo di “fare la politica” e del modo di ”essere politici”.  Il cambiamento che noi persone della “società civile” auspichiamo deve passare anche dalla nostra coscienza, il momento in cui siamo chiusi nell’urna è estremamente importante per “noi stessi” e per “l’intera comunità”. Quindi andiamo a leggere questi interessanti 10 punti del decalogo. Un decalogo per la politica vuol essere una sorta di elenco di alcuni principi alla luce dei quali chi decide di fare politica dovrebbe ispirare la propria attività. L’articolista prima del decalogo aggiunge (correttamente e giustamente) che non ha  la pretesa di insegnare niente a nessuno, ma solo proporre dei principi su cui tentare di basare la propria azione politica. Buona lettura e dopo….riflettete per un minuto, qualche cosa vi resterà dentro! Gaetano Mastellone 

1)  Non votare chi, prima di candidarsi, non si è mai occupato del sociale, né ha fatto mai qualcosa di serio per impegnarsi per il bene della città. Non ti fare ammaliare da chi, per tutti gli anni precedenti si è preoccupato solo di se stesso e della propria famiglia, ed ora che ha raggiunto una posizione economica ragguardevole che gli da sicurezza, pensa di potersi dedicare alla politica, come se si trattasse di un supplemento, una sorta di coronamento alla propria carriera privata. Sappi che costui interpreterà l’impegno in politica come un’esperienza per aumentare il proprio potere sociale, per rafforzare la propria immagine pubblica. Il lungo impegno sociale e civile fatto con gratuità e coerenza, compiuto in tempi non sospetti con disinteresse, è un’ottima garanzia che i valori e gli ideali maturati in precedenza potranno ispirare  l’impegno politico che da esso è nato come suo compimento.   

2)  Non votare coloro che usano la candidatura solo come un’opportunità per garantirsi, qualora fossero eletti, un sostegno economico con l’indennizzo, se lo facessero diventerebbero degli stipendiati politici a vita. Chiedigli piuttosto se sono disposti a rinunciare all’indennizzo e ad accontentarsi solo di un gettone di presenza. Farebbero risparmiare molti soldi all’Amministrazione comunale.

3)  Non votare chi usa il tuo diritto al lavoro come ricatto per avere il tuo voto. Chi cioè ti promette di darti il lavoro in cambio del tuo consenso. Ti offende due volte: come lavoratore perché sfrutta il tuo bisogno come strumento per soddisfare la sua voglia di potere; e come cittadino perché non ti lascia decidere liberamente. E se perdi ora la tua libertà anche se in nome di una necessità impellente, quando avrai il lavoro esso non sarà mai veramente libero, perché avrà l’ipoteca di chi te lo ha concesso. Non renderti perciò partecipe di logiche clientelari, perché non lui dovrà sentirsi obbligato nei tuoi confronti, ma sempre e solo tu nei suoi. Se così fosse la politica sfuggirebbe al controllo della società civile, i rappresentanti si sentirebbero in diritto di eludere i bisogni veri della gente che loro rappresentano.

4)  Non votare chi pensa di usare la politica per rafforzare il privilegio dei pochi, per consolidare il prestigio di chi già occupa posizioni di egemonia sociale ed economica all’interno del paese; chi cioè per avere le spalle coperte parte da coloro che sono già sazi, arrivati, dai  “primi”, dalle caste o dai gruppi che hanno il potere di influenzare la politica per fare gli interessi propri; ma vota coloro che vogliono creare condizioni di uguaglianza sociale, creare pari opportunità a livello lavorativo per tutti, che hanno il coraggio di iniziare dagli “ultimi” e dagli esclusi, non per trascurare gli altri ma per costruire uno spazio pubblico capace di includere tutti, utilizzando le risorse di chi ha di più non come elemento per accentuare le differenze, o per rafforzare  posizioni di vantaggio, ma come ricchezza sociale per promuovere lo sviluppo di tutti. Non votare quelli che usano i problemi di chi sta male come forma di paternalismo sociale, di assistenzialismo anacronistico. Vota invece chi pensa ad un welfare di comunità che non si sostituisce ai privati, ma che li affianca e li mette in condizione di bene operare.

5)  Non votare coloro che già fin d’ora non rispettano le regole, e ipocritamente dicono di essere estranei alla grande illegalità, mentre rasentano l’illegalità con i piccoli compromessi, i sotterfugi, con i favori cercati e quelli promessi. O che per giustificarsi ti dicono che “così fan tutti”. Coloro che demonizzano l’avversario, forse perché non hanno contenuti seri da proporre in alternativa ai programmi dei loro concorrenti. Non votare coloro che intendono la politica come un affare di famiglia, e che ti vorrebbero illusoriamente farti sentire parte di essa, del loro circuito di amicizia come una protezione artificiale dai contraccolpi della vita sociale. 

6)  Non votare coloro che ti fanno promesse che non potranno mantenere, e che usano i problemi solo come specchio delle allodole per attirare la tua attenzione. Chi è troppo sicuro di se stesso, o nasconde i problemi. Vota invece coloro che oltre alle promesse, dichiarano con sano realismo la fatica di costruire uno stile politico sobrio, o che mettono in evidenza tutta la problematicità insita in chi si accinge. La consapevolezza dei propri limiti è segno di onestà intellettuale e di correttezza, oltre che di equilibrio e di eticità. Devi temere chi ti dice che la politica può tutto, perché così ti fa intendere che non s’è spazio per altri soggetti che nella società civile opera per il bene della città.

7)  Non votare chi per giochi di partito, per logiche interne di ricambio usa la scena politica della città per riaggiustare equilibri interni della propria coalizione. Il bene della città è primario rispetto alle logiche di spartizione dei poteri in uno schieramento politico, o di ridefinizione dei ruoli rivestiti in settori ad essi collaterali. Vota chi usa i partiti come strumenti di cultura e di ricerca politica, come luoghi per intercettare i bisogni reali della gente, e per costruire un governo che cerchi il bene comune, di intendere la politica come servizio alla città, e non come centri di potere per controllare le dinamiche sociali al fine di occupare dispoticamente i centri nevralgici dell’amministrazione pubblica.   

8)  Non votare coloro che hanno cambiato molte volte schieramento politico, e non per una evoluzione maturata nei contenuti, ma solo per opportunismo funzionale o al mantenimento di posizioni acquisite o al recupero di quelle perdute. Quello che loro giustificano come segno di flessibilità culturale e di apertura agli eventi e ai cambiamenti, in verità lo devi interpretare come segno di profonda  incoerenza, o come semplice adesione umorale a programmi in cui fingono di credere. Non votare coloro che, cacciati dalla porta di un partito, sono rientrati dalla finestra di un altro. Vuol dire che appena potranno cambieranno di nuovo linea e ispirazione politica. Ciò dimostra non solo povertà di idee, e scarso attaccamento ai valori di uno schieramento, ma una visione ella politica come spazio neutro da occupare a tutti i costi. Sono inaffidabili e di certo motivati da altri interessi.

9)  Vota coloro che vogliono promuovere le associazioni, il volontariato, che sono attenti alla società civile, che sanno dialogare con essa, che sanno ascoltare le esigenze della gente, che sono attenti alla popolazione anziana, che si mostrano competenti nell’affrontare i problemi del mondo lavorativo a livello locale, che vogliono promuovere una politica locale a favore della famiglia, che tengono a cuore i problemi dei giovani, evitando che molti lascino i paese per trovare il lavoro fuori. Coloro che conoscono i problemi dei quartieri, delle periferie, che vogliono adottare politiche favorevoli alla prevenzione delle varie forme di  disagio presenti sul territorio.

10)  Se chiedi onestà, sii onesto nello scegliere il candidato non per amicizia né per parentela, né per fare un favore, nè per clientelismo. Non renderti partecipe di un governo che poi non protesti controllare, o con cui sarà difficile dialogare. Se chiedi trasparenza e lealtà ai candidati, queste virtù praticale tu per primo, riflettendo bene sul fatto che il tuo voto è il vero potere, perché esso deciderà il destino della tua città nei prossimi anni.

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