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La candidatura di Zinzi alla provincia ridimensiona l’asse di ferro Casale-Mondragone di Cosentino, Coronella e Landolfi, che per un quindicennio ha determinato tutte le scelte nel centro destra casertano e campano.
Ieri Berlusconi ha di fatto esautorato i vertici della Campania del Pdl, imponendo il nome di Zinzi alla provincia di Caserta, ed ottenendo (finalmente!!!) il via libero definitivo dell’Udc per Caldoro alle regionali.
Oltre alla stagione di Bassolino, appare del tutto evidente che sono inesorabilmente avviati sul viale del tramonto le stelle politiche di Cosentino, Landolfi, Coronella, Giuliano e dei loro peones.
Le vicende che hanno portato all’investitura di Zinzi oggi verranno commentate con la diplomazia calcistica, e gli analisti politici-sportivi vicini al Pdl diranno che in questi mesi si è giocata una partita entusiasmante, il cui risultato finale è un sostanziale pareggio: né vinti né vincitori. Ma non è così. Si conoscono i nomi dei vincitori e anche quelli dei perdenti.
Gli equilibri di potere interni al Pdl si spostano da Casale e Mondragone a Napoli. Non sono più Cosentino, Landolfi, Coronella, Giuliano i plenipotenziari del Popolo della Liberà in Campania, ma ormai i veri leader del partito sono Italo Bocchino e Mara Carfagna. Il primo finiano doc, la seconda da sempre nelle grazie del cavaliere.
La candidatura di Zinzi non avrà effetti rilevanti a Pignataro: Palumbo verrà candidato alla provincia per il Pdl e Baldo Borrelli sarà nelle liste di Campania in Positivo. Il sindaco Magliocca rivendicherà per se, in caso di una forte affermazione elettorale del suo partito nel collegio di Pignataro-Grazzanise, la carica di Vice Presidente della provincia. Le chance per lui di ricoprire questo ruolo sono tuttavia non molto alte; è probabile, infatti, che la vice presidenza vada ad un esponente ex FI.
Bartolo Mercone
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