mar12012

LA LETTERA DI UN CARO AMICO SU ALCUNI PROBLEMI SORRENTINI

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LA LETTERA DI UN CARO AMICO.

Ho ricevuto una lettera, via mail, da un mio caro amico imprenditore sorrentino; una persona leale, aperta e di grande visione. Ovviamente tralascio il suo nome in quanto mi fa piacere far leggere il contenuto del suo scritto. Condivido. Condivido in particolare la frase finale “Mi manchi Ennio”, riferito ad Ennio Barbato.

>> Questa lettera è come commento al mio intervento dal tema: La Pianificazione strategica turistica e commerciale della penisola sorrentina. La grande assente. Ecco il link: http://www.mastellonegaetano.com/6800-la-pianificazione-strategia-turistica-e-commerciale-della-penisola-sorrentina-la-grande-assente.html

 

Caro Gaetano,

come sempre leggo con molta attenzione quanto il tuo blog, ogni settimana, in forma automatizzata mi invia. Alcune volte sono in sintonia con te, altre volte un pò meno. Qualche volta ne abbiamo anche discusso con reciproco apprezzamento anche nell’ipotesi di eventuali divergenze. Questa volta ti rispondo via mail, salvo che tu non voglia, e ne sarei felice, discuterne a voce.

Tralascio tutto quello che riguarda il Vallone dei Mulini, Villa Astor, Grecia e quant’altro, anche se è sbagliato. Mi soffermo solo su due argomenti:

La pianificazione……e sul grande Amico Ennio Barbato.

Argomenti che, ognuno per il proprio verso, suscitano in me una grande apprensione il primo e grande tristezza il secondo.

La pianificazione è la “grande assente”, è assente da sempre; almeno da quest’ultimo trentennio. Da quando si sarebbe potuto pianificare un turismo diverso, negli anni 70/80, se solo ci si fosse soffermati a valutare i cambiamenti e quindi coraggiosamente, come tu dici, prendere delle decisioni che oggi ci avrebbero consentito uno sviluppo diverso, non solo qualitativo e d’immagine, con conseguente ricaduta positiva e affermazione su una Società che è in continua evoluzione. Quello che è sempre mancato è lo spirito associazionistico. Il “sorrentino” da questo punto di vista è sempre molto individualista, poco propenso a unirsi agli altri. Meno ancora mettere a disposizione della Comunità esperienze sia positive che negative di cui tutti potessero beneficiarne. Sempre arroccati nella loro “piccola” o “grande” realtà certamente conquistata con grandi sacrifici anche perché le circostanze l’hanno consentito, non certo quale frutto di scelte strategiche, nell’interesse sì personale, ma i cui benefici sarebbero potuti ricadere anche sulla Comunità.

La Fondazione Sorrento, nata per un sincero desiderio di intraprendere una strada diversa, non è altro che la cartina di tornasole di una realtà asfittica che vivacchia nella preparazione di eventi triti e ritriti. La preparazione delle offerte per il Natale e Capodanno e poche altre cose. La sua azione non è coerente con quello che Sorrento chiede e ha bisogno. E’ un pò fuori dalla realtà. Non è ancora riuscita a imporre una sinergia per esempio con il Museo Correale. Altro vanto, ma poco operativo, che a sua volta vive di piccoli episodi che nulla aggiunge alla deficitaria gestione di questo patrimonio di cui i Sorrentini ne sono i depositari. La realtà economica di Sorrento, meriterebbe un capitolo a sé! Sono assolutamente d’accordo sul ruolo che le forze economiche dovrebbero svolgere e che non svolgono! Metterei fra le prime file di questo “teatrino” le banche. Sai bene a cosa mi riferisco. Tu ne sei protagonista da tanti anni. Ma oggi la banca è cambiata. Non è più quella che ipotizzò il “buon Ennio”. Tanto è vero che Lui mollò quando si rese conto che non c’erano più i presupposti di una Sua permanenza in un contesto che aveva completamente stravolto lo spirito della Sua iniziativa. Un caro amico recentemente mi ha detto che “la banca è cambiata”, sì è vero! La Banca non può dimenticare il ruolo che dovrebbe ancora svolgere sul Territorio, ammesso che Essa sappia qual è la vocazione, le esigenze e le attese; dove tutto questo è nato, per la ferma convinzione e lungimiranza di un Amico che non c’è più. Io piango l’Amico che oggi decorre il primo mese dalla Sua scomparsa, tanto repentina quanto tragica per noi che siamo qui ancora attoniti e increduli. Tanti anni insieme aveva unito un’amicizia incrollabile! Tante volte gioendo di tanti fatti di cui eravamo spettatori ma aimè anche tanti momenti di tristezza e preoccupazione per quanto accadeva e di cui, sopratutto Lui, ne sentiva il peso. Il peso del cambiamento che era ed è in atto nella Società che Ennio non sempre ne apprezzava il risultato.

Mi manchi Ennio.         


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