lug292010

GAETANO MASTELLONE. INVESTIAMO IN CULTURA. SVILUPPEREMO ANCHE IL TURISMO. ARTICOLO DEL 13 GENNAIO 2009 – RIPROPOSTO PERCHE’ ATTUALE!!

Il Museo Correale di Sorrento.

Il Museo Correale di Sorrento.

INVESTIAMO IN CULTURA.

SVILUPPEREMO ANCHE IL TURISMO, AD ESEMPIO PERCHE’ NON RIPARLIAMO DI PIAZZA VENIERO E DEL MUSEO CORREALE?

 

Ultimamente leggo, e sento, diversi “discorsi” sul Museo Correale e la scorsa settimana un titolo da prima pagina che preannunciava la volontà di rimettere alla luce il “tesoro” di Piazza Veniero a Sorrento. Molto bene. Mi auguro solo che non siano le “solite chiacchiere estive”.A coloro che hanno poca memoria ripropongo un mio articolo pubblicato da Agorà del 13 gennaio 2009. Buona lettura. Gaetano Mastellone.

 

 

logo_agoraL’ARTICOLO DI AGORA’ DEL  13 GENNAIO 2009

Nel 2009 vogliamo iniziare a fare “qualcosa di grande per non morire”!!  E’ una frase volutamente provocatoria. In momenti di crisi economica, e di valori quasi completamente perduti, facciamo un investimento economico sulla cultura. Una delle leve più robuste per sollevare l’economia ed il turismo della nostra terra potrebbe essere proprio la cultura. Sì, la cultura intesa come investimento economico e turistico. Ogni anno si spendono migliaia, migliaia di euro da parte del Comune, ed ultimamente da parte della Fondazione Sorrento (non è una critica, ma una considerazione), in spettacoli e luminarie, in eventi “meteore”, che svaniscono poi nel nulla, in spot TV da “chi l’ha visto”, in promozioni turistiche che alla fine non portano grossi benefici; benefici effettivi per Sorrento pochi. Ragioniamo allora su un investimento duraturo, magari da porre alle fondamenta di un progetto da realizzare negli anni a venire. La cultura è un’ opera pubblica, potrebbe essere la cornice che racchiude il quadro della civiltà sorrentina di secoli di storia. Quante città al mondo possono avere una identità ed un nome come Sorrento? Sorrento ha un Museo che ha notevoli problemi finanziari. Il Museo da quanti sorrentini è conosciuto ed è stato visitato? Allora iniziamo proprio dai “sorrentini”, cerchiamo di avvicinarli ad una visita al “loro” Museo. Il Museo Correale “vive” ai margini della vita culturale e civile della città. Purtroppo è così!  Il numero delle visite è davvero limitato. C’è da riflettere. Due sono le strade: lasciare la situazione così com’è o creare idee/progetti nuovi. Penso sia meglio la seconda strada. Non dimentichiamoci di Piazza Veniero e di quel “tesoro” che si nasconde nel suo sottosuolo!!  I media che fanno? Tacciono. Diverse Associazioni hanno scritto, in modo assai cortese, al Comune per avere un’ appuntamento. Risultato? Non hanno avuto risposta!!! Così non va assolutamente. Quando i “cittadini” bussano alla porta “dorata”…bisogna aprire. Gli investimenti in cultura e turismo non si vedono al pari delle strade, delle piazze etc.  ma nessuno capisce che invece sono investimenti fatti in conto capitale e capaci di sostenere davvero l’economia di una città!! La cultura vuol dire anche fare un efficace marketing del nostro territorio. Oggi, in una società globale, occorre avere una precisa e definita identità, che ci fa diversi e ci qualifica agli occhi nostri e del mondo. Qual’ è oggi l’identità di Sorrento? Vorrei che qualcuno, anche in alto, mi desse cortesemente una risposta. La cultura non si realizza solo attraverso assordanti concerti ed iniziative dispersive che scivolano via come acqua sul vetro senza lasciare nulla. La cultura si realizza investendo su opere che rimangono, stabili nel tempo. Mi domando e Vi domando: a chi interessa la cultura a Sorrento?

Gaetano Mastellone


lug292010

UNIVERSITA’. IL GOVERNO PUNTA SU “MERITO” – “QUALITA’” – “TRASPARENZA”. D’ACCORDO, QUESTO DEVE ESSERE IL FUTURO.

UNIVERSITà

UNIVERSITA’. DAL GOVERNO IN ARRIVO IL “MERITO” E LA “TRASPARENZA”.

Ricercatori per non oltre sei anni, rettori per otto, concorsi nazionali abilitanti, cancellazione o fusione delle facoltà meno ‘produttive, più soldi a quelle virtuose, introduzione di un codice etico per ogni ateneo e di un fondo per il merito per gli studenti più bravi. Il tutto con la supervisione dell’Agenzia nazionale di valutazione dell’università, istituita di recente dal governo. Sono i punti salienti del testo di riforma dell’università, che da oggi affronterà in Senato la settimana ‘decisiva’: il testo arriva sul tavolo di palazzo Madama assieme ad un ‘carico non indifferente di 396 emendamenti, un quarto dei quali presentati da senatori della maggioranza. 

La riforma, che dovrebbe essere approvata entro la settimana, in modo da ottenere l’ok definitivo della Camera entro l’inizio del prossimo anno accademico, presenta diverse innovazioni. Che, se approvate, andrebbero a rivedere profondamente l’assetto degli atenei italiani dopo decenni di conservatorismo o, comunque, di lievi modifiche in itinere.  Per quanto riguarda i ricercatori si prevede la fine dei contratti a tempo determinato: alla base della contestazione c’è l’assenza, nel ddl di riforma, di una sanatoria o una deroga che prevede una conferma in blocco per i migliaia di ricercatori che da anni, anche decenni, svolgono attività, a vario titolo, all’interno degli atenei.
Anche per loro è prevista, senza distinzione, la possibilità di accedere all’insegnamento attraverso due contratti triennali: se nel corso del secondo triennio il ricercatore riuscirà a vincere il concorso da docente associato, per lui si apriranno definitivamente le porte dell’università; in caso contrario non potrà più continuare l’attività accademica. Anche l’incarico dei rettori comporterà un limite temporale: mentre ancora oggi per un rettore è possibile rimanere in ’sella’ ad un ateneo anche 16 anni, la riforma prevede che al massimo i responsabili delle sedi accademiche potranno firmare due incarichi da quattro anni ciascuno. Ed in caso di gestione non oculata potrà scattare la sfiducia del senato accademico (servirà, comunque, il 75% dei voti). La riforma incentiverà la fusione degli atenei più piccoli. Con questa ‘mossa il ministero cercherà, contemporaneamente, di ridurre le spese e migliorare l’offerta formativa: il ddl, infatti, incentiverà ulteriormente l’operazione di ‘pulizia dagli atenei dei mini-corsi accademici cui sono iscritti, a volte, anche meno di dieci studenti. Il ddl, sempre se approvato così come è giunto nell’aula del Senato, renderà inoltre difficile il mantenimento in vita degli atenei, delle facoltà e dei dipartimenti accademici meno efficienti: tanto per cominciare, le università che continueranno a far confluire oltre il 90% dei finanziamenti statali (fondo di finanziamento ordinario) negli stipendi del personale, non potranno bandire concorsi. Inoltre, il 7% dei fondi che annualmente lo Stato trasferisce alle università verranno stanziati solo se darà l’assenso l’Anvur, la nuova Agenzia nazionale di valutazione dell’università, istituita di recente dal governo proprio per classificare le università in base al merito.

Ed il merito sarà sempre più determinante anche per la carriera degli studenti: solo coloro che dimostreranno maggiori capacità e competenze, attraverso le risposte a dei test standard nazionali, di concezione simile a quelli già adottati tramite l’Indire negli istituti scolastici, potranno infatti accedere ad un fondo statale (ma in parte anche regionale ed eventualmente con il supporto dei privati). Il fine è quello, sostenuto anche dal ministro Gelmini nei giorni scorsi durante la presentazione del progetto ‘Qualità e merito’ nell’ambito della scuola superiore, di istituire le borse di studio in prevalenza agli studenti universitari più meritevoli. Il tutto a prescindere dal livello economico della famiglia di provenienza dello studente. Rimarranno in vita, comunque, le borse di studio rivolte agli studenti meno abbienti.

Novità in vista anche per quel che riguarda i concorsi, che nelle intenzioni dei promotori del ddl dovrebbero diventare meno ‘pilotati (anche se su questo punto le associazioni dei docenti e dei ricercatori dissentono): a gestirli sarà una commissione composta da quattro docenti ordinari estratti a sorte. Chi passerà la selezione acquisirà l’abilitazione all’insegnamento ed entrerà a far parte di un’unica lista nazionale, da cui attingeranno i propri docenti, all’occorrenza, tutte le università italiane. I professori da prescegliere per far parte della commissione valutatrice saranno ‘eletti, a loro volta, da una lista di docenti ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un ordinario (che i sindacati dei docenti contestano perché sufficiente a mantenere in vita le gerarchie baronali) nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Se la riforma dovesse passare, entro la primavera le università dovranno obbligatoriamente anche introdurre un codice etico: servirà, oltre che a definire la ‘mission’ e l’organizzazione dell’ateneo, a limitare i casi di incompatibilità professionale per quel che riguarda i docenti che svolgono la professione (ad esempio come avvocato, architetto, ingegnere o commercialista) al di fuori dell’ambiente accademico.  (tratto da forzasilvio.it)

IL NOSTRO COMMENTO. Finalmente si sente parlare di MERITO, di QUALITA’ e di attenzione alla eliminazione delle baronie! Puntare sull’uomo e sui giovani validi.


lug292010

POSITANO “TEATRO FESTIVAL” – PREMIO ANNIBALE RUCCELLO.


 

COMUNICATO STAMPA – Positano Teatro Festival

 

“Sotto il segno della pistrice”

Conferenza stampa questa mattina alla Caffetteria a Napoli per il Positano Teatro Festival alla presenza del direttore artistico Gerardo D’Andrea il sindaco di Positano Michele De Lucia e gli attori che saranno in scena nella cittadina della costiera amalfitana . Sotto il segno della Pistrice, il simbolo più antico di Positano e quello che meglio raffigura la sua anima forte come la roccia ma protesa verso la dolcezza del mare, con il Patrocinio di Regione e Provincia di Salerno, riparte il Positano Teatro Festival 2010, dal 31 luglio al 10 agosto. E ricomincia laddove s’era bruscamente interrotto, con Enzo Moscato, presenza costante della rassegna sin dalla prima edizione, nel 2001.

La Compagnia del drammaturgo napoletano, già Premio Ubu come migliore autore, porterà in scena due suoi lavori. In apertura il 31 luglio, testimonial l’attrice Isa Danieli, “Compleanno”, la piéce scritta in memoria del suo amico Annibale Ruccello, e il giorno dopo “Ritornanti” con l’attrice Cristina Donadio, entrambi al Teatro Giardino di Via Pasitea.

Con la ripresa del Festival torna anche il Premio dedicato ad Annibale Ruccello, il giovane drammaturgo scomparso a 30 anni nell’86, in un incidente d’auto. La prima edizione nel 2002. Fu assegnato proprio a Moscato. E poi negli anni successivi a Isa Danieli, straordinaria interprete dei testi di Ruccello, a Fausto Paravidino, a Fausto Russo Alesi, alla Compagnia dell’Elicantropo diretta da Carlo Cerciello. Quest’anno a consegnare il riconoscimento, una maschera d’argento di Lello Esposito realizzata nel laboratori Tramontano, alla presenza della Signora Pina Ruccello, mamma di Annibale, la sera del 4 agosto, ci sarà Renzo Arbore, da sempre innamorato di Positano.

Il 2 e il 3 agosto sarà la volta dei Picari con il divertente spettacolo “L’ammazzo col gas”, il 4, in concomitanza con l’assegnazione del Premio Annibale Ruccello, Antonella Morea e Gerardo D’Andrea presenteranno “Recitar Cantando Raffaele Viviani”, il 5 la Compagnia Scimone – Sframeli  metterà in scena “La Festa”, sempre al Teatro Giardino.

Il 6 e il 7 agosto invece il Festival si trasferirà nella Piazzetta di Monte Pertuso dove  protagoniste saranno Gea Martire nello spettacolo “Della storia di G.G.” e Maria Basile in “Cocco di Mamma”, quest’ultimo replicato anche l’8 di nuovo al Teatro Giardino.

Il 10 agosto gran finale con “Juve – Napoli 1 a 3, la presa di Torino” con Peppe Miale.

 “Riportare a Positano il Festival – dice il Sindaco di Positano Michele De Lucia – era un impegno morale, assunto con me stesso quando, con grande dispiacere, improvvisamente e dopo grandi consensi, la rassegna fu sospesa. Tutti sapete quanti pochi fondi la crisi economica abbia lasciato alle iniziative culturali, oggi molto più che ieri. Ma io alla forza della cultura ci credo. Credo alla forza di un festival sulla drammaturgia contemporanea anche come strumento di marketing territoriale, credo nella possibilità di realizzare in futuro un vero e proprio teatro, magari a Nocelle, per collegare la collina al mare e ampliare così le rotte del turismo”.

“Positano è un trampolino di lancio per la drammaturgia contemporanea italiana – afferma il Direttore Artistico Gerardo D’Andrea – Il nome prestigioso di Positano fa da traino, nel mondo, per la conoscenza di autori e attori già consacrati dalla critica e dal pubblico ma non ancora raggiunti dalle grandi distribuzioni teatrali. Valgono su tutti gli esempi di attori come Fausto Russo Alesi (recentemente visto tra i protagonisti dello spettacolo fiume “I Demoni” di Dostoveskij per la regia di Peter Stein) e di autori come Spiro Scimone (recentemente in scena sul palcoscenico della Comedie Francaise)”.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti e incominciano alle ore 21.

La giuria del Premio Annibale Ruccello, coordinata dal direttore artistico del Festival Gerardo D’Andrea,  è composta da:(in o.a.) Giulio Baffi  La Repubblica – Moreno Cerquetelli Rai Tg3 – Franco de Ciuceis Il Mattino – Stefano De Stefano Il Corriere del Mezzogiorno – Nando Spasiano Rai TGR

 Ufficio Stampa: Michele Cinque   cinquemi@michelecinque.191.it   – 3381830438


lug282010

RAFFAELE CAROLI CASAVOLA PRESIDENTE ONORARIO DELLA BANCA POPOLARE PUGLIESE E’ DECEDUTO. UN BANCHIERE GENTILUOMO E GRAN SIGNORE.

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UN ADDIO AL BANCHIERE GALANTUOMO

E’ SCOMPARSO IL PRESIDENTE DELLA BANCA POPOLARE PUGLIESE

Ho avuto il piacere, e l’onore, di conoscere il dott. Raffaele Caroli Casavola nel 1998 a Lecce. Sono stato per ben due volte accolto, con tanti onori ed attenzione, nell’ufficio della “sua banca” in quanto il Presidente Casavola desiderava affidarmi un alto incarico. Ho conosciuto davvero un banchere galantuomo che con la semplicità dei grandi, nonostante il nostro rapporto di lavoro non si concretizzò come lui desiderava, usava inviarmi per il santo natale alcune bottiglie del buon vino pugliese. Desidero solo ricordarlo con tanto, tanto affetto ed anche perchè è andato via un “grande”. Gaetano Mastellone.

 

Raffaele Caroli Casavola, attualmente presidente onorario della Banca Popolare Pugliese, è deceduto all’età di 87 anni. E’ stato un esempio di signorilità, onestà e professionalità; abbiamo perso un uomo ricco di “humanitas”, dote che lo faceva essere sempre attento al prossimo. Era una persona che stava sempre “a fianco dell’altro, mai di fronte”. Era nato a Martina Franca nel 1923, proprio dalla sua città d’origine, cui è restato sempre molto legato, intraprese la sua brillante carriera nel credito, come direttore della locale filiale della Banca Commerciale, poi a capo delle filiali di Acireale, Siracusa e Lecce, infine condirettore della sede romana dello stesso istituto. Ritorna nel Salento nel 1973 per ricoprire la carica di direttore generale e consigliere di amministrazione dell’allora Banca Agricola Popolare di Matino e Lecce, poi divenuta Banca Popolare Sud Puglia. Qui era stato eletto presidente nel 1984, divenendo poi dal 1994 al 2008 presidente della BPP. Il 20 aprile 2008, a seguito della rinuncia all’incarico per motivi di salute, l’assemblea dei soci lo ha acclamato quale presidente onorario della banca. Numerose negli anni le attestazioni di stima per la sua altissima professionalità: nel 1981-1983 vicepresidente e dall’84 al ‘90 presidente del Mediocredito regionale della Puglia, con sede in Bari; dal 1999 al 2004 componente del consiglio della Camera di Commercio di Lecce, in rappresentanza delle aziende facenti parte della categoria “Crediti ed Assicurazione”; dal maggio 2000 membro effettivo del collegio dei probiviri dell’Associazione nazionale fra le banche popolari. Per il triennio 2002/2004, poi, Caroli Casavola era stato nominato membro effettivo del collegio dei revisori dei conti dell’Osservatorio regionale banche-imprese di economia e finanza di Bari, e in virtù della stima che lo circondava gli era stato assegnato, nel 1995, il premio “Testimonianze Martinesi Patriae Decus” per meriti acquisiti nel campo dell’economia (riconoscimento finora tributato soltanto a dodici fra i più illustri martinesi di ogni tempo). Insignito dell’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana nel giugno 1984, e di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nell’agosto 2002, aveva ricevuto nel 1998, dal Comune di Matino – dove ha sede l’amministrazione centrale della Banca Popolare Pugliese – la cittadinanza onoraria “per le sue doti morali, umane e professionali”.

Addio presidente Casavola.


lug282010

COSTIERA SORRENTINA. IL RAPPORTO OBI SULLA SUA ECONOMIA. ARTICOLO TRATTO DA “WWW.POLITICAINPENISOLA.BLOGSPOT.COM”.

Foto della sede dell'OBI in Bari

Foto della sede dell'OBI in Bari

COSTIERA SORRENTINA & IL RAPPORTO OBI

Osservatorio Banche & Imprese

Articolo tratto da: www.politicainpenisola.blogspot.com

 SORRENTO 24 LUGLIO 2010 - La presentazione del rapporto OBI (Osservatorio Regionale Banche-Imprese) con la sezione speciale dedicata ai Comuni dell’area costiera sorrentino-amalfitana ha rappresentato un momento di conoscenza, di analisi e di acuta riflessione e confronto sullo stato di salute dell’economia reale di questo territorio. I dati che sono stati presentati e spiegati da Gaetano Mastellone (Consigliere dell’OBI) e da Antonio Corvino (direttore generale), moderati da Luigi D’Alise,  ci forniscono un dato preoccupante sulle “sofferenze bancarie” in rapporto al PIL dell’area: aumento vertiginoso delle prime e crollo del secondo, con raccolta del credito in calo vertiginoso e dati allarmanti sulla disoccupazione nei settori trainanti dell’economia. Imprese in affanno e disagio socio-economico in crescita per un’area che resta pur sempre classificata tra le eccellenze della Campania e del Mezzogiorno d’Italia. All’incontro hanno partecipato due sindaci su sei della Penisola: Giuseppe Cuomo di Sorrento e Giovanni Ruggiero di Piano di Sorrento che hanno seguito con attenzione la presentazione del rapporto e hanno portato un interessante contributo alla discussione che ne è nata. Ci vogliamo soffermare appunto su questo aspetto del problema perchè come ha sottolineato il dott. Mastellone “…è dal 2006 che curo questa estrapolazione territoriale della ricerca per offrirla all’esame degli operatori locali e delle Amministrazioni locali le quali, per la verità, fino a oggi non si sono premurate neanche di dare un formale riscontro a questa iniziativa“. Ben venga quindi la partecipazione di due sindaci della costiera alla conferenza stampa di ieri a conferma che chi la dura la vince! Ma la riflessione di Mastellone merita di essere rimarcata e questo perchè le Amministrazioni Peninsulari, qualora avessero avuto l’interesse a realizzare un siffatto studio, avrebbero dovuto sostenere una spesa rilevantissima e forse, coi tempi che corrono, impossibile da affrontare. Invece si sono ritrovate tra le mani e gratis, ancora una volta e per merito di un ente privato, un lavoro straordinario dal quale dovrebbero partire per reimpostare tutta la politica amministrativa locale e comprensoriale. Purtroppo l’assoluta ignoranza, cioè non conoscenza, di tali problemi e di tali dati da parte di chi è preposto al governo di Enti che, per similitudine, sono le più grandi aziende che operano in una realtà locale in termini di addetti e di fatturato, costituisce un gravissimo limite ed un ostacolo a una seria programmazione amministrativa con tutte le implicazioni che ne derivano sulle comunità locali. Come è possibile infatti pianificare l’azione di governo tenendone presente le ricadute sui diversi attori locali se non se ne conoscono le condizioni individuali e di contesto socio-economico? Fatta salva la pace di qualche volenteroso, si può affermare a ragion veduta che pochissimi amministratori in carica sono a conoscenza di tali situazioni ed eventualmente sanno dargli la giusta lettura e interpretazione in rapporto alla mission che sono chiamati a svolgere nel governo locale. Questo è un gradissimo limite ed un ostacolo oggettivo al processo di sviluppo economico locale e territoriale e bene farebbero i Primi Cittadini a farsi carico di approfondire questo studio e di porlo all’esame dei rispettivi Consigli Comunali per far esercitare alle assemblee civiche una funzione di apprendimento chiamandole a uno sforzo di analisi entro cui inquadrare la programmazione amministrativa e sviluppare coerenti politiche settoriali. E’ perciò questione di classe politica la priorità assoluta di questo territorio (ma non solo) che oggi fa registrare un’insolita e positiva convergenza di intenti tra i Sindaci in carica di cui quello di Sorrento, Cuomo, è momento di sintesi autorevole e riconosciuta. Occorre però che insieme ai sindaci cresca anche la classe dirigente che compone giunte e consigli comunali, spesso estranea o peggio indifferente rispetto ai veri problemi che ineriscono il governo della cosa pubblica. Su questo ha ragione, e non da oggi, il dott. Mastellone che invoca in tutte le sedi l’avvio di politiche nuove e di sistema, con uomini nuovi e all’altezza della sfida cui sono chiamati oggi i territori in perenne competizione tra di loro e con il resto del mondo! Conoscenza e confronto per una nuova progettualità costituiscono la ricetta su cui costruire le nuove e moderne municipalità della Costiera in attesa che maturi la consapevolezza dell’improcrastinabilità di riunire in un’unica realtà amministrativa questo territorio “baciato da Dio”, ma “vilipeso dagli uomini”. L’importante, e va riconosciuto, è che esistono persone ed enti che non rinunciano a dare il proprio disinteressato contributo per la rinascita della Costiera. Purtroppo spesso restano, o vengono mantenute, ai margini delle funzioni pubbliche dove invece hanno la meglio affaristi e lestofanti, molti incompetenti, che pur si spacciano per amministratori.